Vini Italiani

Prosecco: le diverse sfaccettature di una certezza

 

“(…) Ed or ora immollarmi voglio il becco con quel melaromatico Prosecco….”, così dice Valerio Canati, alla fine del 1800, nel suo poemetto Il Roccolo Ditirambo, chiamando per la prima volta per nome uno dei vini più conosciuti apprezzati del mondo: il prosecco.
Venendo da una antica tradizione, che vede le proprie origini nel cinquecento triestino, il prosecco trova la sua etimologia da una toponomastica geografica, sfruttando la denominazione dell’omonimo paese Prosecco. Ad oggi le aree di produzione sono per lo più nel Veneto (escluse Rovigo e Verona) e in minoranza nel Friuli-Venezia Giulia. Tuttavia, nelle zone in cui vi è una tradizione radicata delle pratiche di frizzante e spumante, si mantiene, così, anche se non vi viene coltivata l’uva, il prosecco viene prodotto anche in Piemonte.
Una prima suddivisione e scansione si ha con la scelta dei vitigni, primo fra tutti il Glera, che da più dell’85% del totale, e poi verdiso, bianchetta trevigiana, perera, glera lunga, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio e pinot nero vinificato in bianco.
Seguendo delle ben stabilite tappe di controllo qualità, che vanno dalla nascita della vite alla messa in vendite del prodotto finito, il prosecco è uno dei vini italiani più gustati al mondo e se ne possono trovare diverse tipologie. Fondamentalmente però ne possiamo distinguere tre: lo spumante e le due minori, tranquillo e frizzante.
Lo spumante, con un minimo di 11,00% vol, può variare da extra-brut a dry. Piacevole da abbinare ad antipasti a e dolci, risulta un sapore elegante e deciso. Gli altri due, invece, mantengono un titolo alcolometrico volumico naturale più basso, rispettivamente di 10,5 e 9 % vol, risultando pù secchi, mantenendo sempre un accento fruttato con, a tratti, sentori di crosta di pane e lievito.
Già vino DOC dal 2009, vede due produzioni con la certificazione DOCG, ossia “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” e “Colli Asolani – Prosecco” (o “Asolo – Prosecco”). Le qualità citate sono ben evidenti al consumatore ogni qual volta si trova di fronte una bottiglia, chiusa con incartamento dorato sulla fascetta all’altezza del tappo, con etichette narranti tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono. La scheda del vino che ci troviamo davanti, inoltre, ci fornisce ogni volta i dati relativi al produttore o marchio, il nome della denominazione, la distinzione per residuo zuccherino, l’annata, l’indicazione del volume nominale, titolo alcometrico in volume, ragione sociale dell’azienda che ha imbottigliato il prodotto.
Quando quindi ci troviamo in mano un prosecco siamo di fronte ad una specialità, fortemente caratterizzata, dai dettagli ben evidenti e facilmente leggibili, un piacere da gustare per i palati più raffinati e gli intenditori esperti. I terreni, ben esposti e drenati, mai fradici e torbosi, sono il comune denominatore di un’estesa area coltivata ma che, allo stesso tempo, disegna le diverse sfaccettature del prodotto, conferendo profumi e sentori al prosecco che si contraddistingue, perciò, di zona in zona, come, ad esempio, nelle tipologie Rive e Cartizze.
Il Rive, che prende il nome dalle pendici scozzesi, comprende 43 tipi, ogniuno dei quali derivanti da peculiarità del suolo, microclima, esposizione. Viene indicato il millesimo, mentre, all’origine, troviamo ancora una raccolta alla vite manuale. Mentre per il Cartizze, perfetta combinazione di un clima mite e antichi terreni, si ha una produzione in 103 ettari, racchiusi in un’area pentagonale. Ha un impatto olfattivo intenso, rimandando in special modo alle frutte a polpa bianca ma, ricordando anche un sentore mandorlato. Un altro prodotto elegante e armonioso, deciso e fresco.
Tutto ciò crea un vino dagli abbinamenti raffinati, da gustare, con menù ricercati o sobri aperitivi, ogni volta che si vuole affidare il calice alla certificata qualità, alla sicura resa fruitiva, alla piacevole degustazione di un nome che è sempre una scoperta, ossia del Prosecco.
Qualsiasi tipo vi troverete in mano non potrà mai deludere le vostre aspettative, viste le molte qualificazioni e le origini controllare, sia da coltivatori, produttori, scienziati e consumatori, sempre entusiasti di quello che si trovano a bere in ogni momento della giornata che se ne abbia poi mai voglia oppure piacere.”

 

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